La città di Urmia - enjoyurmia

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Urmia è una delle antiche città storiche dell'Iran con origini assire. Urmia è una parola assira che significa "Villaggio dell'Acqua" oppure "Culla d'Acqua". Gli scavi delle antiche rovine nei pressi di Urmia hanno portato  alla scoperta di utensili che risalgono al XX secolo a.C. Secondo gli studiosi, esistevano villaggi nella pianura di Urmia già 2000 anni prima dell'era cristiana, e la loro civiltà era nella zona d'influenza della Nazione di Van.
Alcuni storici sostengono che Urmia sia il luogo di nascita di Zoroastro (o Zaratustra), il fondatore del Zoroastrismo. Ipotesi molto controversa.  Più probabile invece quella che individua nel territorio di Urmia, il luogo dove possono trovarsi le tombe di uno o due dei sacerdoti zoroastriani (i "Re Magi") che si presume si siano recati in pellegrinaggio a Betlemme per recare omaggio a Gesù Cristo, ritenuto in ogni caso che la città era uno dei maggiori centri religiosi e culturali nei tempi antichi.
Gli Ottomani realizzarono diverse incursioni nella città e la conquistarono per alcuni periodi, ma i Safavidi presto riguadagnarono il controllo sull'area. Il primo monarca della dinastia Qajar iraniana, Agha Muhammad Khan, è stato incoronato in Urmia nel 1795.
Urmia è per dimensione, la decima città dell’Iran. Dinamica e in rapida evoluzione (In meno dieci anni, dal 2006 al 2016 ha raddoppiato la sua popolazione passando da 600.000 a più di 1.200.000 abitanti), presenta numerose eccellenze in particolare dell’istruzione universitaria e tecnica superiore (ci sono ben 11 università e 6 istituti superiori), dell’industria e dello sport, quest’ultimo una vera passione collettiva con in primo piano la palla-a-volo, specialità in cui Urmia è campione nazionale. E’ la regione iraniana più famosa per la frutticoltura (mele e uva) e per gli ortaggi di ogni sorta ma anche  per la particolare cura e propensione all’abbellimento delle sue aree verdi e dei suoi parchi con spettacolari aiuole fiorite (Città Giardino dell’Iran).
Non meno vivace è la vita culturale. Ci sono quattro musei (delle scienze naturali, archeologico, dell’artigianato, antropologico). Radio e Tv locali bilingue (Azero e Farsi). Diversi giornali e settimanali e recentemente molte newsletter su internet dei più diversi argomenti. Ci sono anche quattro sale cinematografiche e un teatro.
Per gli acquisti non c’è che l’imbarazzo della scelta. Urmia è una città decisamente commerciale. Negozi di ogni tipo ovunque. Un paio di shopping center stile occidentale già attivi e altri in costruzione. Ma il luogo di commercio più importante e caratteristico è senz’altro il Gran Bazar, simile a quello di Istanbul ma molto più antico e praticamente intatto da secoli.
Da un punto di vista della sicurezza sociale e criminalità il Capoluogo e l’intera regione sono da considerarsi assolutamente sicuri. Anche per il fatto che si tratta di una regione di confine, massiccia è la presenza di militari e forze dell’ordine. Telecamere di sorveglianza sono praticamente presenti ovunque ed esiste un capillare sistema di controllo anche con guardie in borghese. Quindi nessun problema da quel punto di vista della tranquillità personale.
Altrettanto buono è il sistema sanitario locale, con quasi venti ospedali pubblici e molti ambulatori e cliniche private, con un’offerta più che completa e di livello di specializzazioni sanitarie. Anche per questo aspetto, per il turista e viaggiatore, una meta di assoluta tranquillità.
 
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