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Azarbaijan occidentale  - Una regione di frontiera “openmind”

L'Azarbaijan occidentale (in persiano: آذربایجان ﻏﺮﺑﻲ‎, Āzarbāijān-e Gharbi) è una delle trentuno regioni dell'Iran, il capoluogo è Urmia (in lingua azera Urumiye o Orumieh), una città di circa un milione di abitanti. È una zona prevalentemente montuosa, non densamente abitata (in totale circa 3 milioni di abitanti, di cui quasi uno nel capoluogo Urmia), con un clima continentale, nettamente freddo in inverno e mite d'estate. La popolazione è suddivisa in due etnie prevalenti: gli azeri e i curdi ma sono presenti anche altre minoranze etniche. I primi sono di religione islamica sciita, mentre i secondi si suddividono tra sciiti e sunniti.  
Nella regione si trovano alcuni dei primi insediamenti protostorici quando le antiche migrazioni umane, passando dall'Africa centrale alla Penisola Arabica, si inoltrarono verso il Caucaso e l'Anatolia da un lato e l'India Settentrionale dall'altro. Qui i grandi Imperi autoctoni e quelli provenienti dal Mediterraneo si espansero e si scontrarono lasciando tracce archeologiche tra le più importanti al mondo. Qui ritroviamo le prime aree di diffusione del Cristianesimo, dove i primi eremiti arrivati dal nord di Libano e Siria cominciarono ad aggregarsi dando vita al primo embrione di monachesimo. Qui l'Islam si è mescolato con le antiche religioni preesistenti generando una forma nuova ed inclusiva dei dettami del Profeta.  E il risultato è oggi una società operosa e dinamica, multietnica dove convivono pacificamente azeri, persiani, turchi, turcomanni, curdi e plurireligiosa con musulmani sciiti e sunniti, ebrei, zoroastriani, yazidi e cristiani, di tutte le confessioni (sono presenti chiese cattoliche, protestanti e ortodosse). Dei 22.000 cristiani presenti in Iran, 15.000 si trovano qui e ne costituiscono la comunità più importante. Una regione dove la tolleranza e un rapporto meno ortodosso con l’Islam, sono un fatto ormai consolidato e in concreto rendono questa spicchio d'Oriente l'ultimo vero lembo d'Europa a Est. Forse la parte d'Iran più pronta a uscire dall'era degli Ayatollah.

 
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